02 novembro 2026

Appello alla fraternità, contro la meschinità violenta e vendicativa

 Chiesa Positivista Virtuale


 

Appello alla fraternità, contro la meschinità violenta e vendicativa

 

L’amore per principio e l’ordine per base; il progresso per fine

Vivere alla luce del sole              Ordine e Progresso        Vivere per gli altri

 

Non è possibile usare mezzi termini: le minacce e gli atti effettivi di boicottaggio, licenziamento, omissione di soccorso, rifiuto di prestare assistenza e fornitura di prodotti inadeguati (compresi medicinali e trattamenti) — tutti comportamenti imputabili a numerosi brasiliani che si definiscono «di destra» o conservatori — sono inaccettabili e devono cessare immediatamente.

Dalla sera del 25 ottobre 2026, dopo la conferma della vittoria di Luiz Inácio Lula da Silva e della sconfitta di Flávio Nantes Bolsonaro alle elezioni presidenziali, si sono susseguite manifestazioni e atti concreti delle forme di comportamento più abiette: umiliazioni sistematiche, in particolare nei confronti delle persone vulnerabili (bambini, senzatetto, anziani ecc.); bambini investiti da veicoli; motociclisti travolti da mezzi della polizia; omicidi e tentati omicidi mediante pestaggi o colpi d’arma da fuoco; licenziamenti di lavoratori; boicottaggi da parte di commercianti e prestatori di servizi; rifiuti di prestare assistenza da parte di medici, infermieri, avvocati e funzionari pubblici; prestazioni di scarsa qualità e/o fornitura di prodotti e servizi inadeguati, ecc. Del resto, neppure gli animali sono stati risparmiati: asini e muli sono stati contrassegnati con numeri e simboli associati al candidato vincitore e costretti a subire le più crudeli condizioni di lavoro, fino alla morte. Tutti questi comportamenti sono stati suggeriti o messi in pratica da una parte dei cittadini brasiliani contro un’altra parte, come se si trattasse di condotte virtuose e giuste.

Tuttavia, lungi dall’essere accettabili e legittimi, questi comportamenti costituiscono una sistematizzazione della violenza fisica diretta, della violenza morale, della discriminazione e dell’irresponsabilità civica e professionale. Tutti questi comportamenti sono, a buon diritto, illegali, e coloro che li propongono e li praticano sono già oggetto di denunce presso le autorità competenti. Eppure, molto più che illegali, e ben prima ancora di esserlo, tali comportamenti sono profondamente immorali, nella misura in cui arrecano intenzionalmente danno ad altri cittadini e ad altri esseri umani, per di più per motivi di pura meschinità.

La diffusione di queste proposte e di queste pratiche, nonché dello spirito che le anima, esige che ci esprimiamo con chiarezza. Questi comportamenti costituiscono forme di violenza politica; la loro repressione da parte degli organi dello Stato, benché necessaria, affronta soltanto la superficie del problema. Nella misura in cui coinvolgono valori e idee, la loro soluzione è necessariamente morale o, più precisamente, religiosa. È per questo motivo che rendiamo pubblico il presente appello. (La religione non coincide con la teologia. La religione è la sistematizzazione dell’insieme dell’esistenza umana — affettiva, intellettuale e pratica; privata e pubblica; domestica, civica e universale; oggettiva e soggettiva — in vista dell’armonia dinamica dell’essere umano. Il fondamento di tale sistematizzazione è l’altruismo, ossia l’amore universale; sul piano civico, esso si concretizza nella fraternità umana.)

La profonda immoralità di questi comportamenti non si manifesta soltanto nell’intenzione consapevole e morbosa di arrecare il massimo danno possibile ad altri esseri umani. Tale immoralità risulta ancora più grave per una serie di ulteriori aspetti:

-      I comportamenti che critichiamo consistono in ritorsioni adottate per manifestare il dissenso nei confronti del risultato di elezioni profondamente polarizzate e radicalizzate;

-      Si tratta, in definitiva, di uno sforzo inutile, dal momento che le elezioni si sono già concluse e che, pertanto, ciò che doveva essere deciso è stato ormai deciso;

-      Essi rappresentano un tentativo di imporre con la forza ciò che dovrebbe essere ottenuto esclusivamente attraverso una persuasione pacifica e dignitosa;

-      Negano brutalmente i fondamenti di qualsiasi società, vale a dire la fraternità e la fiducia reciproca, incoraggiando e praticando sistematicamente l’odio, la violenza e il risentimento;

-      Corrispondono precisamente alle pratiche e alle intenzioni temute dai conservatori e da coloro che si definiscono «di destra», e che questi ultimi attribuiscono ai propri avversari «di sinistra»;

-      Consistono in pratiche e intenzioni che, in circostanze normali, i conservatori e coloro che si definiscono «di destra» considererebbero inaccettabili e denuncerebbero e criticherebbero prontamente;

-      Si tratta di pratiche e intenzioni degradanti i cui promotori e autori, non appena vengono criticati, affermano subito, con cinismo o ipocrisia, di essere stati «fraintesi» oppure che le loro dichiarazioni sarebbero state «estrapolate dal contesto», e così via;

-      Sono pratiche e intenzioni rivolte contro persone vulnerabili o dipendenti e costituiscono, pertanto, comportamenti particolarmente meschini e brutali;

-      Pratiche identiche, ugualmente motivate dal risentimento e perseguite con finalità punitive o vendicative, non costituiscono una novità storica: furono ampiamente attuate dai nazisti e dai loro sostenitori in Germania negli anni Trenta e Quaranta.

Queste pratiche e queste intenzioni sono violente e rivelano una profonda degradazione morale e intellettuale. Oltre a essere infantili, esse rappresentano l'esatto contrario di ciò che i loro sostenitori conservatori e «di destra» normalmente dichiarano di accettare o, almeno, affermano di accettare. Questi comportamenti costituiscono una reazione meschina a uno specifico risultato elettorale. Se le elezioni avessero avuto un esito diverso, i sostenitori di queste pratiche e intenzioni esigerebbero dagli sconfitti esattamente il contrario di ciò che oggi propongono: accettazione, moderazione, rispetto del risultato elettorale e così via. Soltanto perché hanno perso le elezioni, i sostenitori di tali comportamenti si ritengono scandalosamente autorizzati a vendicarsi dei sostenitori e degli elettori del candidato vincitore.

Le elezioni non costituiscono semplicemente il miglior meccanismo per la selezione dei governanti. Come è noto, esse rappresentano un meccanismo attraverso il quale si cerca di indebolire dal basso l'autorità che proviene dall'alto; inoltre, trasformano in questioni puramente numeriche diversi problemi che, per definizione, sono qualitativi: la capacità di governo, la rappresentanza degli interessi della società, l'opinione pubblica e così via. Tuttavia, nonostante questi gravi e profondi difetti, in Brasile la formazione dei governi si basa sulla procedura elettorale, il cui risultato, nel bene o nel male, deve essere accettato. Tale accettazione non dipende dal fatto che i risultati siano graditi oppure no, ma soltanto dal rispetto leale e corretto delle procedure coordinate dalla Giustizia Elettorale. Del resto, l'accettazione dei risultati elettorali è legata a una caratteristica fondamentale di qualsiasi società: la fiducia reciproca.

Nonostante agiscano apertamente in direzione opposta, i conservatori e coloro che si definiscono «di destra» e che difendono le diverse forme di violenza meschina contro le persone vulnerabili e dipendenti hanno bisogno della fiducia reciproca tanto quanto qualsiasi altro cittadino. Non esiste società senza fiducia reciproca. Tutte le pratiche e le intenzioni che qui critichiamo distruggono tale fiducia. E non solo: distruggono la fraternità e la generosità; alimentano l'odio, la rabbia, la diffidenza e i risentimenti.

I conservatori e coloro che si definiscono «di destra» che qui critichiamo si dichiarano, in teoria, favorevoli al conservatorismo e all'ordine sociale, oltre che contrari al «progresso». Le pratiche politiche e sociali più favorevoli allo sviluppo, alla libertà e alla dignità umana sono affermate dalle riflessioni e dagli insegnamenti della Religione dell'Umanità e sintetizzate nella proposta della sociocrazia. Quest'ultima chiarisce, a sua volta, che il vero conservatorismo non è immobile e non auspica il ritorno al passato, così come il progresso non equivale alla distruzione sistematica delle istituzioni. Tuttavia, come è noto, il conservatorismo che si è affermato in Brasile negli ultimi anni si vanta della propria vocazione distruttiva e dichiara che «prima di costruire qualsiasi cosa, bisogna distruggere molto» — in particolare, distruggere tutto ciò che abbia a che fare con il «progresso». Contro queste intenzioni distruttive, il vero conservatorismo afferma che la società e le istituzioni devono continuare a esistere, sia affinché i cittadini possano condurre la propria vita, sia affinché le condizioni di vita possano migliorare, soprattutto a vantaggio dei più deboli e dei più fragili. Il vero conservatorismo è dunque, al tempo stesso, progressista e contrario alle distruzioni sistematiche. Affinché tali miglioramenti possano realizzarsi, la fiducia, fondata sulla fraternità, deve essere effettivamente condivisa dall'intera società.

Le pratiche e le intenzioni che qui critichiamo respingono la fraternità, distruggono la fiducia, sono particolaristiche e impediscono qualsiasi progresso. Peggio ancora: pur definendosi «conservatrici», si oppongono a qualsiasi forma di conservazione. Pertanto, opponendosi sistematicamente al «progresso», queste pratiche e intenzioni finiscono in realtà per opporsi all'ordine stesso. Non vi sono dunque né ordine né progresso, ma, al loro posto, una grande quantità di violenza e anarchia.

Le opinioni devono essere rispettate. Il cambiamento di opinione deve avvenire sempre e necessariamente soltanto attraverso la persuasione pacifica. L'uso della violenza per imporre cambiamenti di opinione non è, in fondo, diverso dall'impiego dello Stato per imporre credenze. La deplorevole particolarità del caso presente consiste soltanto nel fatto che la violenza viene esercitata nell'ambito della società stessa e assume un carattere punitivo o vendicativo. Non vi è dubbio che molti dei conservatori che qui critichiamo desiderino utilizzare lo Stato per imporre le proprie credenze, soprattutto quelle teologiche. Di fronte a ciò, dobbiamo ribadire ancora una volta: né la violenza dello Stato né quella della società sono accettabili; né la violenza in generale né quella impiegata per imporre credenze sono accettabili; né la violenza volta a imporre credenze né quella volta a punire le credenze altrui sono accettabili.

Come abbiamo affermato all'inizio di questo documento, in questo caso non è possibile usare mezzi termini. Rivolgiamo pertanto un appello chiaro e diretto ai conservatori e a coloro che si definiscono «di destra»: cessino immediatamente di propagandare e/o mettere in pratica i comportamenti qui criticati; rivedano le proprie condotte e le proprie intenzioni, in modo da rispettare e praticare il vero conservatorismo — progressista, fraterno e pacifico; modifichino le intenzioni e le pratiche di coloro che sostengono la meschinità violenta e punitiva. In sintesi, ben oltre il semplice invito ad astenersi da comportamenti illegali, ossia criminali, rivolgiamo ai conservatori e a coloro che si definiscono «di destra», alla luce di concezioni autenticamente religiose, un appello affinché pongano fine alla mostruosa violenza politica che hanno praticato e riprendano a coltivare comportamenti fraterni, capaci di promuovere la fiducia reciproca.

 

Curitiba, 24 Descartes 172 (31 ottobre 2026).

 

Sacerdote dell'Umanità Gustavo Biscaia de Lacerda,

in nome della Chiesa Positivista Virtuale

 

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