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02 novembro 2026

"Apelo pela fraternidade, contra a mesquinhez violenta e vingativa" em várias línguas


O “Apelo pela fraternidade, contra a mesquinhez violenta e vingativa”, publicado pela Igreja Positivista Virtual, está disponível nas seguintes línguas:

- português: https://filosofiasocialepositivismo.blogspot.com/2026/10/apelo-pela-fraternidade-contra.html

- francês: https://filosofiasocialepositivismo.blogspot.com/2026/11/appel-la-fraternite-contre-la.html

- italiano: https://filosofiasocialepositivismo.blogspot.com/2026/11/appello-alla-fraternita-contro-la.html

- inglês: https://filosofiasocialepositivismo.blogspot.com/2026/11/an-appeal-for-fraternity-against.html

 

L’« Appel à la fraternité, contre la mesquinerie violente et vindicative », publié par l’Église positiviste virtuelle, est disponible dans les langues suivantes :

-      portugais (https://filosofiasocialepositivismo.blogspot.com/2026/10/apelo-pela-fraternidade-contra.html)

-      français (https://filosofiasocialepositivismo.blogspot.com/2026/11/appel-la-fraternite-contre-la.html)

-      italien (https://filosofiasocialepositivismo.blogspot.com/2026/11/appello-alla-fraternita-contro-la.html)

-      anglais (https://filosofiasocialepositivismo.blogspot.com/2026/11/an-appeal-for-fraternity-against.html).

 

The “Appeal for Fraternity Against Violent, Vindictive Pettiness,” published by the Virtual Positivist Church, is available in the following languages:

·       Portuguese (https://filosofiasocialepositivismo.blogspot.com/2026/10/apelo-pela-fraternidade-contra.html)

·       French (https://filosofiasocialepositivismo.blogspot.com/2026/11/appel-la-fraternite-contre-la.html)

·       Italian (https://filosofiasocialepositivismo.blogspot.com/2026/11/appello-alla-fraternita-contro-la.html)

·       English (lhttps://filosofiasocialepositivismo.blogspot.com/2026/11/an-appeal-for-fraternity-against.html).

 

L’« Appello alla fraternità, contro la meschinità violenta e vendicativa », pubblicato dalla Chiesa Positivista Virtuale, è disponibile nelle seguenti lingue:

-      portoghese: https://filosofiasocialepositivismo.blogspot.com/2026/10/apelo-pela-fraternidade-contra.html

-      francese: https://filosofiasocialepositivismo.blogspot.com/2026/11/appel-la-fraternite-contre-la.html

-      italiano: https://filosofiasocialepositivismo.blogspot.com/2026/11/appello-alla-fraternita-contro-la.html

-      inglese: https://filosofiasocialepositivismo.blogspot.com/2026/11/an-appeal-for-fraternity-against.html

 

由虚拟实证主义教会(Igreja Positivista Virtual)发表的《呼吁友爱,反对暴力与报复性的卑劣行径》,现已提供以下语言版本:

-      葡萄牙语:https://filosofiasocialepositivismo.blogspot.com/2026/10/apelo-pela-fraternidade-contra.html

-      法语:https://filosofiasocialepositivismo.blogspot.com/2026/11/appel-la-fraternite-contre-la.html

-      意大利语: https://filosofiasocialepositivismo.blogspot.com/2026/11/appello-alla-fraternita-contro-la.html

-      英语:https://filosofiasocialepositivismo.blogspot.com/2026/11/an-appeal-for-fraternity-against.html

 

النداء إلى الأخوّة، في مواجهة الدناءة العنيفة والانتقامية، الصادر عن الكنيسة الوضعية الافتراضية (Igreja Positivista Virtual)، متاح باللغات التالية:

-      البرتغالية: https://filosofiasocialepositivismo.blogspot.com/2026/10/apelo-pela-fraternidade-contra.html

-      الفرنسية: https://filosofiasocialepositivismo.blogspot.com/2026/11/appel-la-fraternite-contre-la.html

-      الإيطالية (الرابط غير متوفر بعد): https://filosofiasocialepositivismo.blogspot.com/2026/11/appello-alla-fraternita-contro-la.html

-      الإنجليزية: https://filosofiasocialepositivismo.blogspot.com/2026/11/an-appeal-for-fraternity-against.html

 

«Призыв к братству против жестокой и мстительной мелочности», опубликованный Виртуальной Позитивистской Церковью (Igreja Positivista Virtual), доступен на следующих языках:

-      Португальский: https://filosofiasocialepositivismo.blogspot.com/2026/10/apelo-pela-fraternidade-contra.html

-      Французский: https://filosofiasocialepositivismo.blogspot.com/2026/11/appel-la-fraternite-contre-la.html

-      Итальянский: https://filosofiasocialepositivismo.blogspot.com/2026/11/appello-alla-fraternita-contro-la.html

-      Английский: https://filosofiasocialepositivismo.blogspot.com/2026/11/an-appeal-for-fraternity-against.html


Appello alla fraternità, contro la meschinità violenta e vendicativa

 Chiesa Positivista Virtuale


 

Appello alla fraternità, contro la meschinità violenta e vendicativa

 

L’amore per principio e l’ordine per base; il progresso per fine

Vivere alla luce del sole              Ordine e Progresso        Vivere per gli altri

 

Non è possibile usare mezzi termini: le minacce e gli atti effettivi di boicottaggio, licenziamento, omissione di soccorso, rifiuto di prestare assistenza e fornitura di prodotti inadeguati (compresi medicinali e trattamenti) — tutti comportamenti imputabili a numerosi brasiliani che si definiscono «di destra» o conservatori — sono inaccettabili e devono cessare immediatamente.

Dalla sera del 25 ottobre 2026, dopo la conferma della vittoria di Luiz Inácio Lula da Silva e della sconfitta di Flávio Nantes Bolsonaro alle elezioni presidenziali, si sono susseguite manifestazioni e atti concreti delle forme di comportamento più abiette: umiliazioni sistematiche, in particolare nei confronti delle persone vulnerabili (bambini, senzatetto, anziani ecc.); bambini investiti da veicoli; motociclisti travolti da mezzi della polizia; omicidi e tentati omicidi mediante pestaggi o colpi d’arma da fuoco; licenziamenti di lavoratori; boicottaggi da parte di commercianti e prestatori di servizi; rifiuti di prestare assistenza da parte di medici, infermieri, avvocati e funzionari pubblici; prestazioni di scarsa qualità e/o fornitura di prodotti e servizi inadeguati, ecc. Del resto, neppure gli animali sono stati risparmiati: asini e muli sono stati contrassegnati con numeri e simboli associati al candidato vincitore e costretti a subire le più crudeli condizioni di lavoro, fino alla morte. Tutti questi comportamenti sono stati suggeriti o messi in pratica da una parte dei cittadini brasiliani contro un’altra parte, come se si trattasse di condotte virtuose e giuste.

Tuttavia, lungi dall’essere accettabili e legittimi, questi comportamenti costituiscono una sistematizzazione della violenza fisica diretta, della violenza morale, della discriminazione e dell’irresponsabilità civica e professionale. Tutti questi comportamenti sono, a buon diritto, illegali, e coloro che li propongono e li praticano sono già oggetto di denunce presso le autorità competenti. Eppure, molto più che illegali, e ben prima ancora di esserlo, tali comportamenti sono profondamente immorali, nella misura in cui arrecano intenzionalmente danno ad altri cittadini e ad altri esseri umani, per di più per motivi di pura meschinità.

La diffusione di queste proposte e di queste pratiche, nonché dello spirito che le anima, esige che ci esprimiamo con chiarezza. Questi comportamenti costituiscono forme di violenza politica; la loro repressione da parte degli organi dello Stato, benché necessaria, affronta soltanto la superficie del problema. Nella misura in cui coinvolgono valori e idee, la loro soluzione è necessariamente morale o, più precisamente, religiosa. È per questo motivo che rendiamo pubblico il presente appello. (La religione non coincide con la teologia. La religione è la sistematizzazione dell’insieme dell’esistenza umana — affettiva, intellettuale e pratica; privata e pubblica; domestica, civica e universale; oggettiva e soggettiva — in vista dell’armonia dinamica dell’essere umano. Il fondamento di tale sistematizzazione è l’altruismo, ossia l’amore universale; sul piano civico, esso si concretizza nella fraternità umana.)

La profonda immoralità di questi comportamenti non si manifesta soltanto nell’intenzione consapevole e morbosa di arrecare il massimo danno possibile ad altri esseri umani. Tale immoralità risulta ancora più grave per una serie di ulteriori aspetti:

-      I comportamenti che critichiamo consistono in ritorsioni adottate per manifestare il dissenso nei confronti del risultato di elezioni profondamente polarizzate e radicalizzate;

-      Si tratta, in definitiva, di uno sforzo inutile, dal momento che le elezioni si sono già concluse e che, pertanto, ciò che doveva essere deciso è stato ormai deciso;

-      Essi rappresentano un tentativo di imporre con la forza ciò che dovrebbe essere ottenuto esclusivamente attraverso una persuasione pacifica e dignitosa;

-      Negano brutalmente i fondamenti di qualsiasi società, vale a dire la fraternità e la fiducia reciproca, incoraggiando e praticando sistematicamente l’odio, la violenza e il risentimento;

-      Corrispondono precisamente alle pratiche e alle intenzioni temute dai conservatori e da coloro che si definiscono «di destra», e che questi ultimi attribuiscono ai propri avversari «di sinistra»;

-      Consistono in pratiche e intenzioni che, in circostanze normali, i conservatori e coloro che si definiscono «di destra» considererebbero inaccettabili e denuncerebbero e criticherebbero prontamente;

-      Si tratta di pratiche e intenzioni degradanti i cui promotori e autori, non appena vengono criticati, affermano subito, con cinismo o ipocrisia, di essere stati «fraintesi» oppure che le loro dichiarazioni sarebbero state «estrapolate dal contesto», e così via;

-      Sono pratiche e intenzioni rivolte contro persone vulnerabili o dipendenti e costituiscono, pertanto, comportamenti particolarmente meschini e brutali;

-      Pratiche identiche, ugualmente motivate dal risentimento e perseguite con finalità punitive o vendicative, non costituiscono una novità storica: furono ampiamente attuate dai nazisti e dai loro sostenitori in Germania negli anni Trenta e Quaranta.

Queste pratiche e queste intenzioni sono violente e rivelano una profonda degradazione morale e intellettuale. Oltre a essere infantili, esse rappresentano l'esatto contrario di ciò che i loro sostenitori conservatori e «di destra» normalmente dichiarano di accettare o, almeno, affermano di accettare. Questi comportamenti costituiscono una reazione meschina a uno specifico risultato elettorale. Se le elezioni avessero avuto un esito diverso, i sostenitori di queste pratiche e intenzioni esigerebbero dagli sconfitti esattamente il contrario di ciò che oggi propongono: accettazione, moderazione, rispetto del risultato elettorale e così via. Soltanto perché hanno perso le elezioni, i sostenitori di tali comportamenti si ritengono scandalosamente autorizzati a vendicarsi dei sostenitori e degli elettori del candidato vincitore.

Le elezioni non costituiscono semplicemente il miglior meccanismo per la selezione dei governanti. Come è noto, esse rappresentano un meccanismo attraverso il quale si cerca di indebolire dal basso l'autorità che proviene dall'alto; inoltre, trasformano in questioni puramente numeriche diversi problemi che, per definizione, sono qualitativi: la capacità di governo, la rappresentanza degli interessi della società, l'opinione pubblica e così via. Tuttavia, nonostante questi gravi e profondi difetti, in Brasile la formazione dei governi si basa sulla procedura elettorale, il cui risultato, nel bene o nel male, deve essere accettato. Tale accettazione non dipende dal fatto che i risultati siano graditi oppure no, ma soltanto dal rispetto leale e corretto delle procedure coordinate dalla Giustizia Elettorale. Del resto, l'accettazione dei risultati elettorali è legata a una caratteristica fondamentale di qualsiasi società: la fiducia reciproca.

Nonostante agiscano apertamente in direzione opposta, i conservatori e coloro che si definiscono «di destra» e che difendono le diverse forme di violenza meschina contro le persone vulnerabili e dipendenti hanno bisogno della fiducia reciproca tanto quanto qualsiasi altro cittadino. Non esiste società senza fiducia reciproca. Tutte le pratiche e le intenzioni che qui critichiamo distruggono tale fiducia. E non solo: distruggono la fraternità e la generosità; alimentano l'odio, la rabbia, la diffidenza e i risentimenti.

I conservatori e coloro che si definiscono «di destra» che qui critichiamo si dichiarano, in teoria, favorevoli al conservatorismo e all'ordine sociale, oltre che contrari al «progresso». Le pratiche politiche e sociali più favorevoli allo sviluppo, alla libertà e alla dignità umana sono affermate dalle riflessioni e dagli insegnamenti della Religione dell'Umanità e sintetizzate nella proposta della sociocrazia. Quest'ultima chiarisce, a sua volta, che il vero conservatorismo non è immobile e non auspica il ritorno al passato, così come il progresso non equivale alla distruzione sistematica delle istituzioni. Tuttavia, come è noto, il conservatorismo che si è affermato in Brasile negli ultimi anni si vanta della propria vocazione distruttiva e dichiara che «prima di costruire qualsiasi cosa, bisogna distruggere molto» — in particolare, distruggere tutto ciò che abbia a che fare con il «progresso». Contro queste intenzioni distruttive, il vero conservatorismo afferma che la società e le istituzioni devono continuare a esistere, sia affinché i cittadini possano condurre la propria vita, sia affinché le condizioni di vita possano migliorare, soprattutto a vantaggio dei più deboli e dei più fragili. Il vero conservatorismo è dunque, al tempo stesso, progressista e contrario alle distruzioni sistematiche. Affinché tali miglioramenti possano realizzarsi, la fiducia, fondata sulla fraternità, deve essere effettivamente condivisa dall'intera società.

Le pratiche e le intenzioni che qui critichiamo respingono la fraternità, distruggono la fiducia, sono particolaristiche e impediscono qualsiasi progresso. Peggio ancora: pur definendosi «conservatrici», si oppongono a qualsiasi forma di conservazione. Pertanto, opponendosi sistematicamente al «progresso», queste pratiche e intenzioni finiscono in realtà per opporsi all'ordine stesso. Non vi sono dunque né ordine né progresso, ma, al loro posto, una grande quantità di violenza e anarchia.

Le opinioni devono essere rispettate. Il cambiamento di opinione deve avvenire sempre e necessariamente soltanto attraverso la persuasione pacifica. L'uso della violenza per imporre cambiamenti di opinione non è, in fondo, diverso dall'impiego dello Stato per imporre credenze. La deplorevole particolarità del caso presente consiste soltanto nel fatto che la violenza viene esercitata nell'ambito della società stessa e assume un carattere punitivo o vendicativo. Non vi è dubbio che molti dei conservatori che qui critichiamo desiderino utilizzare lo Stato per imporre le proprie credenze, soprattutto quelle teologiche. Di fronte a ciò, dobbiamo ribadire ancora una volta: né la violenza dello Stato né quella della società sono accettabili; né la violenza in generale né quella impiegata per imporre credenze sono accettabili; né la violenza volta a imporre credenze né quella volta a punire le credenze altrui sono accettabili.

Come abbiamo affermato all'inizio di questo documento, in questo caso non è possibile usare mezzi termini. Rivolgiamo pertanto un appello chiaro e diretto ai conservatori e a coloro che si definiscono «di destra»: cessino immediatamente di propagandare e/o mettere in pratica i comportamenti qui criticati; rivedano le proprie condotte e le proprie intenzioni, in modo da rispettare e praticare il vero conservatorismo — progressista, fraterno e pacifico; modifichino le intenzioni e le pratiche di coloro che sostengono la meschinità violenta e punitiva. In sintesi, ben oltre il semplice invito ad astenersi da comportamenti illegali, ossia criminali, rivolgiamo ai conservatori e a coloro che si definiscono «di destra», alla luce di concezioni autenticamente religiose, un appello affinché pongano fine alla mostruosa violenza politica che hanno praticato e riprendano a coltivare comportamenti fraterni, capaci di promuovere la fiducia reciproca.

 

Curitiba, 24 Descartes 172 (31 ottobre 2026).

 

Sacerdote dell'Umanità Gustavo Biscaia de Lacerda,

in nome della Chiesa Positivista Virtuale

 

01 novembro 2026

Appel à la fraternité, contre la mesquinerie violente et vindicative

Église Positiviste Virtuelle


 

Appel à la fraternité, contre la mesquinerie violente et vindicative

 

L’amour pour principe et l’ordre pour base ; le progrès pour but

Vivre au grand jour        Ordre et Progrès           Vivre pour autrui

 

Il n’y a pas lieu de prendre des précautions de langage : les menaces et les actes effectifs de boycott, de licenciement, de non-assistance à personne en danger, de refus de soins ou de services, ainsi que la fourniture de produits inadéquats (y compris des médicaments et des traitements) – autant de comportements imputables à de nombreux Brésiliens se réclamant de la « droite » ou du conservatisme – sont inacceptables et doivent cesser immédiatement.

Depuis la soirée du 25 octobre 2026, après la confirmation de la victoire de Luiz Inácio Lula da Silva et de la défaite de Flávio Nantes Bolsonaro à l’élection présidentielle, on assiste à des manifestations répétées et à la mise en œuvre des comportements les plus abjects : humiliations systématiques, visant en particulier les personnes vulnérables (enfants, personnes sans domicile, personnes âgées, etc.) ; enfants renversés par des véhicules ; motocyclistes percutés par des véhicules de police ; meurtres et tentatives de meurtre par passages à tabac ou par arme à feu ; licenciements de travailleurs ; boycotts organisés par des commerçants et des prestataires de services ; refus de prise en charge de la part de médecins, d’infirmiers, d’avocats et d’agents publics ; prestations de mauvaise qualité et/ou fourniture de produits et de services inadéquats, etc. Même les animaux n’ont pas été épargnés : des ânes et des mulets ont été marqués de numéros et de symboles associés au candidat vainqueur, puis contraints d’endurer les conditions de travail les plus cruelles, jusqu’à en mourir. Tous ces comportements sont préconisés ou mis en pratique par une partie des citoyens brésiliens à l’encontre d’une autre partie, comme s’il s’agissait de conduites vertueuses et justifiées.

Or, loin d’être acceptables et légitimes, ces comportements constituent une systématisation de la violence physique directe, de la violence morale, de la discrimination et de l’irresponsabilité civique et professionnelle. Tous sont, à juste titre, illégaux, et leurs instigateurs comme leurs auteurs font déjà l’objet de signalements auprès des autorités compétentes. Toutefois, bien avant d’être illégaux et plus encore que de simples infractions à la loi, ces comportements sont profondément immoraux, dans la mesure où ils portent intentionnellement préjudice à d’autres citoyens et à d’autres êtres humains – et cela, de surcroît, par pure mesquinerie.

La diffusion de ces propositions et de ces pratiques, ainsi que l’esprit qui les anime, exige que nous prenions clairement position. Ces comportements constituent des formes de violence politique ; leur répression par les autorités de l’État, bien que nécessaire, ne traite que la surface du problème. Dans la mesure où ils mettent en jeu des valeurs et des idées, leur résolution est nécessairement morale ou, plus précisément, religieuse. C’est pourquoi nous publions le présent appel. (La religion ne se confond pas avec la théologie. Elle est la systématisation de l’ensemble de l’existence humaine – affective, intellectuelle et pratique ; privée et publique ; domestique, civique et universelle ; objective et subjective – en vue de l’harmonie dynamique de l’être humain. Le fondement d’une telle systématisation est l’altruisme, ou amour universel ; sur le plan civique, celui-ci prend la forme de la fraternité humaine.)

La profonde immoralité de ces comportements ne se manifeste pas seulement dans l’intention consciente et morbide de nuire autant que possible à d’autres êtres humains. Elle est encore aggravée par de nombreux autres aspects :

-      Les comportements que nous dénonçons constituent des représailles destinées à manifester le refus du résultat d’élections profondément polarisées et radicalisées ;

-      Ils représentent, en définitive, une entreprise vaine, puisque les élections sont terminées et que les décisions qui devaient être prises l’ont déjà été ;

-      Ils visent à imposer par la force ce qui ne devrait être obtenu que par une persuasion pacifique et digne ;

-      Ils nient brutalement les fondements de toute société, à savoir la fraternité et la confiance mutuelle, en encourageant et en pratiquant systématiquement la haine, la violence et le ressentiment ;

-      Ils correspondent précisément aux pratiques et aux intentions que les conservateurs et les personnes se réclamant de la « droite » redoutent et attribuent à leurs adversaires de « gauche » ;

-      Ils relèvent de pratiques et d’intentions que les conservateurs et les personnes de « droite » considéreraient, en temps normal, comme inacceptables et qu’ils dénonceraient et critiqueraient sans hésitation ;

-      Il s’agit de pratiques et d’intentions dégradantes dont les instigateurs et les auteurs, dès qu’elles sont critiquées, prétendent aussitôt, avec cynisme ou hypocrisie, avoir été « mal compris » ou que leurs propos auraient été « sortis de leur contexte », etc. ;

-      Ces pratiques et ces intentions visent des personnes vulnérables ou dépendantes : elles constituent donc des comportements particulièrement mesquins et brutaux ;

-      Des pratiques identiques, motivées elles aussi par le ressentiment et poursuivant des objectifs punitifs ou vindicatifs, ne constituent pas une nouveauté historique : elles ont été largement mises en œuvre par les nazis et leurs partisans en Allemagne dans les années 1930 et 1940.

Ces pratiques et ces intentions sont violentes et révèlent une profonde dégradation morale et intellectuelle. Outre leur caractère puéril, elles sont à l’opposé de ce que leurs auteurs conservateurs et de « droite » acceptent habituellement – ou, du moins, prétendent accepter. Ces comportements ne sont qu’une réaction mesquine à un résultat électoral particulier. Si les élections avaient donné un autre résultat, les défenseurs de ces pratiques et de ces intentions exigeraient des perdants exactement le contraire de ce qu’ils préconisent aujourd’hui : l’acceptation, la modération, le respect du résultat des élections, etc. C’est uniquement parce qu’ils ont perdu les élections que leurs défenseurs s’estiment scandaleusement autorisés à se venger des soutiens et des électeurs du candidat vainqueur.

Les élections ne constituent tout simplement pas le meilleur mécanisme de sélection des gouvernants. Comme on le sait, elles constituent un mécanisme permettant de saper l’autorité d’en haut par le bas ; en outre, elles transforment en questions purement numériques plusieurs problèmes qui sont, par définition, qualitatifs : la capacité à gouverner, la représentation des intérêts de la société, l’opinion publique, etc. Néanmoins, malgré ces défauts graves et fondamentaux, au Brésil, la désignation des gouvernements repose sur la procédure électorale, dont le résultat doit être accepté, bon gré mal gré. Cette acceptation ne dépend pas du fait que l’on apprécie ou non les résultats, mais uniquement du respect scrupuleux des procédures organisées sous l’autorité de la Justice électorale. D’ailleurs, l’acceptation des résultats électoraux est liée à une caractéristique fondamentale de toute société : la confiance mutuelle.

Bien qu’ils agissent ouvertement en sens contraire, les conservateurs et les personnes de « droite » qui défendent diverses formes de violence mesquine à l’encontre des personnes vulnérables et dépendantes ont autant besoin de confiance mutuelle que n’importe quel autre citoyen. Il n’existe pas de société sans confiance mutuelle. Toutes les pratiques et toutes les intentions que nous dénonçons ici détruisent cette confiance. Plus encore : elles détruisent la fraternité et la générosité ; elles alimentent la haine, la colère, la méfiance et les ressentiments.

Les conservateurs et les personnes de « droite » que nous critiquons ici se déclarent, en principe, favorables au conservatisme et à l’ordre social, tout en s’opposant au « progrès ». Les pratiques politiques et sociales les plus favorables au développement, à la liberté et à la dignité humaine sont affirmées par les réflexions et les enseignements de la Religion de l’Humanité et synthétisées dans le projet de sociocratie. La proposition sociocratique montre, à son tour, que le véritable conservatisme n’est ni immobile ni animé par le désir de revenir au passé, de même que le progrès ne signifie pas la destruction systématique des institutions. Pourtant, comme chacun sait, le conservatisme qui s’est manifesté au Brésil ces dernières années tire fierté de la destruction et affirme que, « avant de construire quoi que ce soit, il faut détruire beaucoup de choses » – en particulier tout ce qui se rapporte au « progrès ». Face à ces intentions destructrices, le véritable conservatisme affirme que la société et ses institutions doivent continuer d’exister, aussi bien pour permettre aux citoyens de mener leur vie que pour améliorer les conditions d’existence, notamment au bénéfice des plus faibles et des plus fragiles. Ainsi, le véritable conservatisme est à la fois progressiste et opposé aux destructions systématiques. Pour que ces améliorations puissent se réaliser, la confiance, fondée sur la fraternité, doit être effectivement partagée par l’ensemble de la société.

Les pratiques et les intentions que nous dénonçons ici rejettent la fraternité, détruisent la confiance, relèvent du particularisme et font obstacle à tout progrès. Pis encore : bien qu’elles se présentent comme « conservatrices », elles s’opposent à toute forme de conservation. Ainsi, en s’opposant systématiquement au « progrès », ces pratiques et ces intentions s’opposent en réalité à l’ordre lui-même. Il n’y a donc ni ordre ni progrès, mais, à leur place, beaucoup de violence et d’anarchie.

Les opinions doivent être respectées. Tout changement d’opinion doit nécessairement s’opérer, et toujours, par la seule voie de la persuasion pacifique. Le recours à la violence pour imposer un changement d’opinion n’est, au fond, pas différent du recours à l’État pour imposer des croyances. La particularité regrettable du cas présent tient simplement au fait que la violence est exercée au sein même de la société et revêt un caractère punitif ou vindicatif. Il ne fait aucun doute que nombre des conservateurs que nous critiquons ici souhaitent utiliser l’État pour imposer leurs croyances, notamment leurs croyances théologiques. Face à cela, nous devons réaffirmer une fois encore : ni la violence de l’État ni celle de la société ne sont acceptables ; ni la violence en général ni celle qui vise à imposer des croyances ne sont acceptables ; ni la violence destinée à imposer des croyances ni celle destinée à punir des croyances ne sont acceptables.

Comme nous l’avons indiqué au début de ce document, il n’y a pas lieu ici de prendre des précautions de langage. Nous lançons donc un appel clair et direct aux conservateurs et aux personnes de « droite » : qu’ils cessent immédiatement de propager et/ou de mettre en œuvre les pratiques dénoncées ici ; qu’ils réexaminent leurs comportements et leurs intentions afin de respecter et de mettre en pratique le véritable conservatisme – progressiste, fraternel et pacifique ; qu’ils modifient les intentions et les pratiques de ceux qui soutiennent la mesquinerie violente et punitive. En somme, bien au-delà d’un simple appel à renoncer à des comportements illégaux, c’est-à-dire criminels, nous demandons aux conservateurs et aux personnes de « droite », à la lumière de conceptions véritablement religieuses, de mettre fin à la violence politique monstrueuse qu’ils pratiquent et de renouer avec des comportements fraternels, propres à favoriser la confiance mutuelle.

 

Curitiba, 24 Descartes 172 (le 31 octobre 2026).

 

Prêtre de l’Humanité Gustavo Biscaia de Lacerda,

au nom de l’Église Positiviste Virtuelle

 

An Appeal for Fraternity Against Violent, Vindictive Pettiness

Virtual Positivist Church


 

An Appeal for Fraternity Against Violent, Vindictive Pettiness

 

Love as principle and order as basis; progress as goal

Live Openly              Order and Progress  Live for Others

 

There is no point in mincing words: threats and actual acts of boycotting, dismissal from employment, failure to provide assistance, refusal of service, and the provision of inadequate products (including medications and medical treatments) – all perpetrated by many Brazilians who identify as “right-wing” or conservative – are unacceptable and must cease immediately.

Since the evening of October 25, 2026, following the confirmation of Luiz Inácio Lula da Silva's victory and Flávio Nantes Bolsonaro's defeat in the presidential election, there have been repeated expressions and actual instances of the most despicable conduct: systematic humiliation, particularly of vulnerable individuals (children, homeless people, the elderly, and others); children being run over by vehicles; motorcyclists being struck by police vehicles; murders and attempted murders through beatings or gunfire; workers being dismissed; boycotts organized by business owners and service providers; refusals of service by physicians, nurses, attorneys, and public officials; the provision of poor-quality services and/or inadequate products; and so forth. Even animals have not been spared: donkeys and mules have been marked with numbers and symbols associated with the winning candidate and forced to endure the cruelest working conditions, sometimes to the point of death. All these forms of conduct have been advocated or carried out by some Brazilian citizens against others, as though they were virtuous and justified actions.

However, far from being acceptable or legitimate, these behaviors constitute the systematic practice of direct physical violence, moral violence, discrimination, and civic and professional irresponsibility. All of these behaviors are rightly considered illegal, and those who advocate or engage in them are already being reported to the appropriate authorities. Yet these behaviors are, much more than – and long before being – illegal, profoundly immoral, insofar as they deliberately harm fellow citizens and other human beings, all for reasons rooted in pettiness.

The spread of these proposals and practices, together with the spirit that sustains them, requires us to speak out clearly. Such behaviors constitute political violence. Their suppression by state authorities, although necessary, addresses only the surface of the problem. Since they involve values and ideas, their solution must necessarily be moral – or, more precisely, religious. This is why we are issuing the present appeal. (Religion is not the same as theology. Religion is the systematic integration of the whole of human existence – affective, intellectual, and practical; private and public; domestic, civic, and universal; objective and subjective – with a view to achieving the dynamic harmony of human beings. The foundation of such integration is altruism, or universal love; in civic terms, this takes the form of human fraternity.)

The profound immorality of these behaviors is evident not only in the conscious and morbid intention to harm other human beings as much as possible. Their immorality is compounded by numerous additional aspects:

-      The behaviors we criticize consist of retaliatory measures intended to express dissatisfaction with the outcome of deeply polarized and radicalized elections;

-      Ultimately, they are futile efforts, since the elections have already ended: the matters that were to be decided have been decided;

-      They represent an attempt to impose by force what should be achieved solely through peaceful and dignified persuasion;

-      They brutally undermine the foundations of any society, namely fraternity and mutual trust, by encouraging and practicing systematic hatred, violence, and resentment;

-      They reflect precisely the kinds of practices and intentions that conservatives and those on the “right” fear and attribute to their “left-wing” opponents;

-      They consist of practices and intentions that conservatives and those on the “right” would ordinarily consider unacceptable and would readily denounce and criticize;

-      They are degrading practices and intentions whose proponents and perpetrators, as soon as they are criticized, cynically or hypocritically claim that they have been “misunderstood” or that their statements were “taken out of context,” and so forth;

-      They are practices and intentions directed against vulnerable or dependent individuals, making them particularly petty and brutal forms of conduct;

-      Identical practices, likewise motivated by resentment and pursued for punitive or vindictive purposes, are nothing new in history. They were widely employed by the Nazis and their supporters in Germany during the 1930s and 1940s.

These practices and intentions are violent and reveal profound moral and intellectual degradation. Besides being childish, they are the opposite of what their conservative and “right-wing” proponents ordinarily profess to accept – or, at least, claim to accept. These behaviors amount to a petty reaction to a particular electoral outcome. Had the election produced a different result, those advocating these practices and intentions would demand precisely the opposite from the defeated side: acceptance, moderation, respect for the election results, and so forth. Simply because they lost the election, their proponents consider themselves scandalously entitled to take revenge on the supporters and voters of the winning candidate.

Elections are simply not the best mechanism for selecting political leaders. As is well known, elections constitute a mechanism for undermining authority from below; moreover, they turn several issues that are qualitative by definition – governing capacity, the representation of society's interests, public opinion, and so forth – into purely numerical matters. Nevertheless, despite these serious and fundamental shortcomings, the selection of governments in Brazil is based on electoral procedures, whose outcomes, for better or worse, must be accepted. Such acceptance has nothing to do with whether one likes the results. It requires only that the procedures administered by the Electoral Court be followed fairly and honestly. Indeed, acceptance of electoral outcomes is closely connected to a fundamental characteristic of any society: mutual trust.

Despite acting openly in the opposite direction, conservatives and those on the “right” who advocate various forms of petty violence against vulnerable and dependent individuals need mutual trust just as much as any other citizens. There can be no society without mutual trust. All the practices and intentions criticized here destroy that trust. More than that, they destroy fraternity and generosity while fostering hatred, anger, distrust, and resentment.

The conservatives and those on the “right” whom we criticize here supposedly support conservatism and social order, while opposing “progress.” The social and political practices most conducive to development, freedom, and human dignity are affirmed in the reflections and teachings of the Religion of Humanity and synthesized in the proposal of sociocracy. The sociocratic proposal, in turn, makes clear that genuine conservatism is neither static nor concerned with restoring the past, just as progress does not mean the systematic destruction of institutions. Yet, as is well known, the conservatism that has emerged in Brazil in recent years takes pride in destruction and in declaring that “before building anything, we must destroy a great deal” – particularly anything and everything associated with “progress.” Against these destructive intentions, genuine conservatism maintains that society and its institutions must continue to exist, both so that citizens can lead their lives and so that living conditions can improve, particularly for the weakest and most vulnerable. Genuine conservatism is therefore simultaneously progressive and opposed to systematic destruction. For such improvements to take place, mutual trust must be genuinely shared throughout society, on the basis of fraternity.

The practices and intentions we criticize here reject fraternity, destroy trust, promote particularistic interests, and prevent any form of progress. Worse still, despite presenting themselves as “conservative,” they oppose the preservation of virtually anything. Thus, by systematically opposing “progress,” these practices and intentions are, in fact, opposed to order itself. The result is neither order nor progress, but rather widespread violence and anarchy.

Opinions must be respected. Changes of opinion must always and necessarily occur through peaceful persuasion alone. Using violence to impose changes of opinion is, at its core, no different from using the state to impose beliefs. The regrettable peculiarity of the present case is simply that the violence is being perpetrated within society itself and takes on a punitive or vindictive character. There is no doubt that many of the conservatives criticized here wish to use the state to impose their beliefs, particularly theological ones. In light of this, we must reaffirm once again: neither state violence nor societal violence is acceptable; neither violence in general nor violence used to impose beliefs is acceptable; neither violence used to impose beliefs nor violence used to punish people for their beliefs is acceptable.

As stated at the beginning of this document, there is no point in mincing words. We therefore issue a clear and direct appeal to conservatives and those on the “right”: they must immediately cease advocating and/or engaging in the practices criticized here; reconsider their behavior and intentions so as to respect and uphold genuine conservatism – progressive, fraternal, and peaceful; and change the intentions and practices of those who support violent and punitive pettiness. In short, far beyond simply urging them to refrain from illegal – that is, criminal – conduct, we appeal to conservatives and those on the “right,” in the light of genuinely religious principles, to put an end to the monstrous political violence they have been perpetrating and to return to the practice of fraternal conduct that fosters mutual trust.

 

Curitiba, 24 Descartes 172 (October 31, 2026).

 

Priest of Humanity Gustavo Biscaia de Lacerda,

on behalf of the Virtual Positivist Church


31 outubro 2026

Apelo pela fraternidade, contra a mesquinhez violenta e vingativa




Igreja Positivista Virtual

 

Apelo pela fraternidade, contra a mesquinhez violenta e vingativa

 

O amor por princípio e a ordem por base; o progresso por fim

Viver às claras               Ordem e progresso                     Viver para outrem

 

Não há como sermos sutis: as ameaças e as realizações efetivas de boicotes, de demissões, de omissão de socorro, de recusa de atendimento, de fornecimento de produtos (incluindo remédios e tratamentos) inadequados – tudo isso da parte de muitos brasileiros ditos “de direita”, ou conservadores, é inaceitável e deve cessar imediatamente.

Desde a noite do dia 25 de outubro de 2026, após a constatação da vitória do candidato a Presidente da República Luiz Inácio Lula da Silva e da derrota do candidato Flávio Nantes Bolsonaro, há reiteradas manifestações e realizações das práticas mais abjetas: humilhação sistemática, em particular de cidadãos vulneráveis (crianças, mendigos, idosos etc.); atropelamento de crianças por veículos; atropelamento de motociclistas por viaturas policiais; assassinatos e tentativas de assassinato por espancamentos ou por tiros; demissão de trabalhadores; boicote de comerciantes e prestadores de serviços; recusa de atendimento da parte de médicos, enfermeiros, advogados, servidores públicos; atendimento de má qualidade e/ou oferta de produtos e serviços inadequados etc. Aliás, nem mesmo os animais têm sido poupados: burros e jumentos têm recebido números e símbolos associados ao candidato vencedor e obrigados a padecer das condições mais cruéis de trabalho, até à morte. Todos esses comportamentos têm sido sugeridos ou praticados por uma parte dos cidadãos brasileiros contra uma outra parte, como se fossem comportamentos virtuosos e justos.

Entretanto, ao contrário de serem aceitáveis e legítimos, esses comportamentos são a sistematização da violência física direta, da violência moral, da discriminação, da irresponsabilidade cívica e profissional. Esses comportamentos são, todos eles, com justiça, ilegais e seus propositores e praticantes já estão sendo denunciados para os órgãos competentes. Todavia, esses comportamentos, muito mais e muito antes que ilegais, são profundamente imorais, na medida em que intencionalmente prejudicam outros cidadãos e seres humanos – e, ainda por cima, motivados por mesquinhez.

A difusão dessas propostas e dessas práticas e o espírito que as alimenta exige que nos manifestemos com clareza. Esses comportamentos constituem violências políticas; sua repressão pelos órgãos do Estado, embora necessária, abrange apenas a superfície do problema; na medida em que eles envolvem valores e idéias, sua solução é necessariamente moral, ou melhor, religiosa: é por isso que divulgamos o presente apelo. (A religião não é o mesmo que a teologia; a religião é a sistematização do conjunto da existência humana – afetiva, intelectual e prática; privada e pública; doméstica, cívica e universal; objetiva e subjetiva –, com vistas à harmonia dinâmica do ser humano. O fundamento de tal sistematização é o altruísmo, ou o amor universal; em termos cívicos, isso se constitui na fraternidade humana.)

A profunda imoralidade desses comportamentos evidencia-se não apenas pela intenção consciente e mórbida de prejudicar ao máximo possível outros seres humanos. Essa imoralidade torna-se ainda pior porque ela apresenta inúmeros aspectos:

-      os comportamentos que criticamos consistem em represálias adotadas para manifestar o inconformismo com o resultado de eleições profundamente polarizadas e radicalizadas;

-      eles são um esforço no final das contas inútil, na medida em que as eleições já se encerraram, ou seja, o que havia para ser decidido já foi decidido;

-      eles são um esforço de impor pela força o que deve ser obtido apenas pelo convencimento pacífico e digno;

-      eles negam de maneira brutal os fundamentos de qualquer sociedade, a saber, a fraternidade e a confiança mútua, ao estimularem e praticarem o ódio, a violência e o ressentimento sistemáticos;

-      eles correspondem às práticas e às intenções temidas pelos conservadores e pelos “de direita” e por estes atribuídas aos seus adversários “de esquerda”;

-      eles consistem em práticas e intenções que, em situações normais, os conservadores e os “de direita” considerariam inaceitáveis e que seria prontamente denunciados e criticados;

-      eles são práticas e intenções degradantes que, assim que são criticadas, seus propositores e realizadores logo em seguida, de maneira cínica ou hipócrita, afirmam que teriam sido “incompreendidos”, que “estariam fora do contexto” etc.;

-      eles são práticas e intenções dirigidas contra vulneráveis ou dependentes, ou seja, são comportamentos particularmente mesquinhos e brutais;

-      práticas idênticas, motivadas igualmente pelo ressentimento, com objetivos também punitivos ou vingativos, não constituem uma novidade histórica, tendo sido largamente praticadas por nazistas e seus apoiadores na Alemanha dos anos 1930 e 1940.

Essas práticas e intenções são violentas e revelam uma profunda degradação moral e intelectual. Além de infantis, elas correspondem ao oposto do que os seus praticantes conservadores e “de direita” aceitam cotidianamente – ou, pelo menos, que dizem aceitar. Esses comportamentos constituem uma reação mesquinha a um resultado eleitoral específico. Se as eleições tivessem tido outro resultado, os defensores dessas práticas e intenções exigiriam dos derrotados exatamente o oposto do que agora propõem: aceitação, moderação, respeito ao resultado das eleições etc. Apenas porque perderam a eleição, seus defensores julgam-se no escandaloso direito de vingarem-se dos apoiadores e eleitores do candidato vencedor.

As eleições simplesmente não são o melhor mecanismo de seleção de governantes. Como se sabe, as eleições constituem um mecanismo para solapar por baixo a autoridade de cima; além disso, elas transformam em uma questão puramente numérica vários problemas que, por definição, são qualitativos: a capacidade governativa, a representação dos interesses da sociedade, a opinião pública etc. Entretanto, apesar desses graves e profundos defeitos, no Brasil a definição dos governos baseia-se no procedimento eleitoral, cujo resultado, bem ou mal, tem que ser aceito. Tal aceitação não se vincula a gostar-se ou não dos resultados, mas apenas a seguir-se com lisura os procedimentos coordenados pela Justiça Eleitoral. Aliás, a aceitação dos resultados eleitorais vincula-se a um traço fundamental de qualquer sociedade: a confiança mútua.

Apesar de atuarem francamente na direção contrária, os conservadores e os “de direita” que defendem as várias formas de violência mesquinha contra vulneráveis e dependentes precisam da confiança mútua tanto quanto qualquer outro cidadão. Não há sociedade sem confiança mútua. Todas as práticas e as intenções que aqui criticamos destroem essa confiança mútua. Mais do que isso: elas destroem a fraternidade e a generosidade; elas estimulam o ódio, a raiva, a desconfiança, os ressentimentos.

Os conservadores e os “de direita” que aqui criticamos supostamente são a favor do conservadorismo e da ordem social, além de serem contra o “progresso”. As práticas políticas e sociais mais favoráveis ao desenvolvimento, à liberdade e à dignidade humana são afirmadas pelas reflexões e pelos ensinamentos da Religião da Humanidade e sintetizadas na proposta de sociocracia. A proposta sociocrática, por sua vez, esclarece que o verdadeiro conservadorismo não é imóvel, nem deseja a volta ao passado, assim como o progresso não equivale à destruição sistemática das instituições. Entretanto, como se sabe, o conservadorismo que se vê no Brasil nos últimos anos tem orgulho de destruir e de dizer que, “antes de construir qualquer coisa, devemos destruir muito” – em particular, destruir tudo e qualquer coisa que se relacione ao “progresso”. Contra essas intenções destruidoras, o verdadeiro conservadorismo afirma que a sociedade e as instituições têm que continuar existindo, seja para que os cidadãos possam levar suas vidas, seja para que as condições de vida possam melhorar (em particular em favor dos mais fracos e dos mais frágeis). Assim, o verdadeiro conservadorismo é ao mesmo tempo progressista e contra as destruições sistemáticas; para que essas melhorias possam ocorrer, a partir da fraternidade a confiança tem que ser efetivamente compartilhada pelo conjunto da sociedade.

As práticas e as intenções que criticamos aqui rejeitam a fraternidade, destroem a confiança, são particularistas e impedem qualquer progresso. Pior: apesar de dizerem-se “conservadoras”, elas são contra qualquer conservação. Dessa forma, ao serem sistematicamente contra o “progresso”, na verdade essas práticas e intenções são contra a ordem – e aí não há ordem e nem progresso, mas em seu lugar há muita violência e anarquia.

As opiniões têm que ser respeitadas. A mudança de opinião deve ocorrer sempre, necessariamente, apenas por meio do convencimento pacífico. A utilização da violência para impor mudanças de opinião no fundo não é diferente do emprego do Estado para impor crenças; a lamentável particularidade do presente caso consiste apenas em que a violência é praticada no âmbito da sociedade e com um caráter punitivo ou vingativo. Sem dúvida que muitos dos conservadores que aqui criticamos desejam usar o Estado para impor suas crenças, especialmente crenças teológicas. Em face disso, temos que reafirmar mais uma vez: nem a violência do Estado nem a violência da sociedade são aceitáveis; nem a violência em geral nem a violência usada para impor crenças são aceitáveis; nem a violência para impor crenças, nem a violência para punir crenças são aceitáveis.

Como dissemos no início deste documento, não há como sermos sutis aqui. Assim, fazemos um apelo claro e direto para que os conservadores e os “de direita” cessem imediatamente de propagar e/ou realizar as práticas aqui criticadas; para que revejam seus comportamentos e suas intenções, no sentido de respeitarem e praticarem o verdadeiro conservadorismo (progressista, fraterno, pacífico); para que alterem as intenções e as práticas daqueles que estão a favor da mesquinhez violenta e punitiva. Em suma, muito mais que por adotarem comportamentos ilegais, isto é, criminosos, fazemos um apelo para que conservadores e “de direita”, à luz de concepções verdadeiramente religiosas, cessem a monstruosa violência política que têm praticado e retomem os hábitos fraternos e promotores da confiança mútua.

 

Curitiba, 24 de Descartes de 172 (31 de outubro de 2026).

 

Sacerdote da Humanidade Gustavo Biscaia de Lacerda,

em nome da Igreja Positivista Virtual